L’Italia Meridionale

L’ITALIA MERIDIONALE
Dir.: Gregorio Carruggio.
Il settimanale democratico si impegnò in una tenace campagna contro il malcostume delle clientele locali e l’asservimento ad asse degli organi d’informazione: infatti, proprio sulle sue colonne si svelarono i finanziatori del “Sud Italia” .
La figura di Gregorio Corruggio, giornalista, novelliere, poeta, poteva essere considerata emblematica nella società salentina degli anni ‘20.
Il giornale, fondato nel 1920, provocò, unico a Lecce, la reazione violenta dei sicari del fascismo, che bruciarono in piazza S. Oronzo, nel febbraio del 1924, le copie dell’ultimo numero assieme ai macchinari della tipografia, costringendo solo così al silenzio questo giornalista, ex-combattente liberale, critico del fascismo come idea e come realizzazione politica.
Il giornale nasceva il 5 giugno 1920, con periodicità settimanale con non celati programmi e critiche: “ … Arrischiamoci nel pantano politico in cui presentemente affoga la Patria …, nella criminale ottusità di un Governo costituitosi con idee antiquate e con miraggi di interessi personalistici ed estranei alla Nazione. (Quanto a noi meridionali) non è davvero in caso di ricorrere alle solite denigrazioni di indole regionale per mettere in luce ciò che è una dura verità: l’inazione, cioè, del nostro pensiero politico, l’assenza quasi completa della coscienza di credersi buoni a qualcosa. Dicono ciò dipenda dal disagio del clima: non è vero; dipende forse da manchevolezza d’animo o dalla preoccupazione costante di un vivere effimeramente alla giornata” .
Sempre nel primo numero si esponeva la critica decisa al governo Nitti, ai popolari e ai socialisti, la difesa dei reduci e dei mutilati.
Il periodo delle elezioni politiche coincideva, comunque, con una regressione ideologica del giornale; forse le difficoltà finanziarie che accompagnarono sempre il Carruggio, questa volta si erano fatte così incombenti da farlo ricorrere, in buona fede, ad un più forte rapporto con qualche personalità locale. Infatti, nell’aprile del 1921 un primo articolo dell’on. Grassi veniva dopo appena due numeri smentito da un improvviso cambiamento di rotta verso la lista ministeriale, cioè gli uomini di Giolitti contro il quale in diverse occasioni il giornale aveva parlato duro. Il 28 maggio 1921 Mussolini era diventato “il fondatore e combattivo duce del fascismo” perché avrebbe smascherato “ i bravi e Don Rodrigo” che inquinavano il movimento .
Il 1922 si apriva con “L’Italia Meridionale” schierata decisamente sulle posizioni repubblicane e su una critica al demagogismo fascista, mentre sul piano locale continuava la battaglia personale per la municipalizzazione del dazio a Lecce. L’anticlericalismo del giornale faceva sì che “L’Italia Meridionale” si schierasse nettamente contro ogni minima interferenza temporale del papato e, a maggior ragione, contro la presenza e l’attività di un partito che ad esso espressamente si richiamava. Il giornale non si faceva nemmeno trascinare dalla retorica razzista, era invece, in grado di smascherarne gli intenti più sottili, anche se commetteva l’errore di sottovalutare la reale portata delle azioni delle squadracce .
1922: 29-30 aprile; 3-4 e 27-28 giugno; 8-9 luglio; 2-3, 16-17, 23-24 e 30 sett.; 7-8, 14-15, 21-22 e 28-29 ott.
L’ITALIA MERIDIONALE NUOVA
Dir.: Gregorio Carruggio.
1923: 1-2, 16-17 e 22-23 dic.
1924: 12-13, 19-20 e 26-27 gen.; 9-10, 16-17 e 23-24 feb.

 

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