I consigli della Psicoterapeuta – #23

I consigli della Psicoterapeuta – #23

27 Giu 2023

a cura di Lucia Destino
Titolo: Livelli di vita
Autore: Julian Barnes
Genere: Narrativa
Editore: Einaudi
Anno di Pubblicazione: 2013
Traduttrice: Susanna Basso

“Io sono fatta per le emozioni forti, il piacere, il presente.
Sono alla continua ricerca di nuove esperienze, nuove sensazioni.
Sarò così finché avrò vita.
Nessuno, nessuna singola persona, potrà mai dare al mio cuore tutta l’eccitazione di cui ha bisogno.”
Julian Barnes, già vincitore del Man Booker Prize nel 2011 con “Il senso di una fine”, con “Livelli di vita” tocca – è il caso di dirlo – nuove vette.
Il libro, un vero e proprio viaggio tra cielo e terra, è diviso in tre parti.
Nella prima parte, intitolata “Il peccato dell’altezza”, Barnes ci narra di tre pionieri del volo aerostatico e del loro vibrante desiderio di guardare il mondo da una prospettiva inedita.
Si parla di mongolfiere, di fotografie e dell’innato bisogno umano di spiccare il volo, liberarsi della gravità e raggiungere nuove altezze.
“Siamo creature destinate al piano orizzontale, a vivere con i piedi per terra, eppure – e perciò – aspiriamo a elevarci.”
La seconda parte, dal titolo “Con i piedi per terra” parla di amore e di cadute.
Il volo, d’altronde, come l’amore, ci eleva, ma è anche un azzardo, un susseguirsi di precipizi.
La terza parte, “Perdita di profondità” è autobiografica e Barnes ci racconta l’amore per sua moglie Pat e lo sfiancante dolore successivo alla prematura scomparsa di lei.
L’autore attraversa, analizza e narra la morte e il lutto, sviscera le sensazioni legate ai piccoli gesti quotidiani divenuti estranei e irreali senza di lei, come tornare a casa o fare la spesa.
Ogni gesto è vuoto, eppure pieno della sua assenza.
Le aspettative sociali sono una gabbia impietosa e dettano implicitamente cosa fare e quando, cosa provare e quanto, per appartenere con onore al nuovo stato di vedovo.
“Si soffre nell’esatta misura di quanto vale la perdita, perciò si finisce per affezionarsi al dolore. Se non importasse, non importerebbe.”
È un libro breve, ma significativo.
Non poteva essere altrimenti, trattando il tema della natura instabile e precaria della vita, sempre suscettibile di deviazioni, perennemente in bilico tra vette e abissi.
È solo l’universo che fa il suo mestiere.
“Metti insieme due persone che insieme non sono mai state; a volte il mondo cambia e a volte no.
Può darsi che si schiantino e prendano fuoco, o che prendano fuoco e si schiantino.
Ma a volte, invece, ne nasce qualcosa di nuovo, e allora il mondo cambia.”

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