Giornata della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Anniversario della scomparsa di Angelica Pirtoli (20 marzo 1991)

Giornata della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Anniversario della scomparsa di Angelica Pirtoli (20 marzo 1991)

18 Mar 2021

E’ nella memoria ogni anno solennemente rinnovata che affondano le radici di un impegno teso alla costruzione di una società libera dalle mafie, dalla corruzione e da ogni tipo di malaffare. Il 21 marzo è una giornata fondamentale perché è in quelle vite spezzate, in quell’innocenza violata, che si definisce una missione precisa: conoscere, per dare speranza, per costruire una o più vie d’uscita.

La Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo” nel 2015 ha istituito un fondo librario destinato a raccogliere le pubblicazioni sulle mafie: Sacra Corona Unita, Camorra, ‘Ndrangheta ancora poco studiate in maniera strutturata. Il fondo è dedicato alla piccola Angelica Pirtoli, uccisa all’età di due anni, insieme a sua madre Paola Rizzello. Il Fondo composto da oltre 350 libri alcuni acquistati, molti altri donati da giornalisti, autori, semplici cittadini e case editrici un semplice tamtam partito da fb nel marzo 2015. La motivazione dell’intitolazione del fondo è legata ad una storia ritrovata per caso nella cittadina di Parabita. La vicenda risale al 1991 e si è conclusa solo nell’ottobre 2019 con la condanna definitiva all’ergastolo per Biagio Toma, 51 anni, accusato dei brutali omicidi della piccola e di sua. La Corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso del legale di Toma, mettendo così di fatto il sigillo a una vicenda cruenta e terribile. Il ricorso, che puntava a una assoluzione o quantomeno a un annullamento della condanna e un nuovo processo, si basava sulla presunta inattendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che aveva appunto indicato Toma quale esecutore materiale del delitto, insieme a Luigi De Matteis. Anna Rizziello, stando alle indagini e ai processi che si sono susseguiti, fu condotta in un casolare per essere ammazzata, poiché considerata inaffidabile dal clan Giannelli di Parabita e perché la moglie del boss Luigi Giannelli, Anna De Matteis, ne era gelosa. Con la donna c’era la bimba che rimase accanto al corpo della mamma per due ore a piangere fino al ritorno dei sicari, quindi afferrata dai piedi, fu sbattuta contro il muro. A proposito della morte di Angelica e della madre, il giudice Saso presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Brindisi ha raccontato la lunga storia delle indagini, fatta di depistaggi e minacce, fino ad arrivare però all’incriminazione degli autori del delitto e al processo che vedrà la luce in pochi giorni. Una storia questa raccontata in un libro per ragazzi Una Storia diversa del giudice Maurizio Saso. Noi oggi e ogni giorno ricordiamo così la piccola Angelica: ogni volta che un utente chiede un libro del fondo a lei dedicato deve pronunciare il suo nome: Angelica Pirtoli.

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