I consigli della Psicoterapeuta – #38

I consigli della Psicoterapeuta – #38

13 Nov 2023

a cura di Lucia Destino
Titolo: Non lasciarmi
Autore: Kazuo Ishiguro
Genere: Narrativa Distopica
Traduttrice: Paola Novarese
Editore: Einaudi
Anno di Pubblicazione: 2016 (Prima edizione originale: 2005)
Riconoscimenti: Premio Alex nel 2005
Premio Merck Serano 2006
Finalista Man Booker Prize nel 2005

Kathy, Ruth e Tommy sono amici da sempre e da sempre frequentano un collegio speciale a Hailsham, in Inghilterra.
Non hanno – come i loro compagni – genitori, parenti o figure di cura: accanto a loro ci sono esclusivamente educatori formali e anaffettivi.
La loro formazione prevede il collegio fino ai sedici anni, successivamente il trasferimento in dei cottage e infine il loro destino si diramerà in base alla loro scelta: diventare assistente o donatore.
Il premio Nobel Kazuo Ishiguro ci trasporta ina storia dall’atmosfera soffusa e struggente.
È un romanzo che trasuda malinconia, uno stato d’animo che rimane anche una volta terminata la lettura.
“Così quella sensazione mi afferrò di nuovo, sebbene cercassi di allontanarla: la sensazione che fosse ormai troppo tardi; che c’era stato un tempo in cui tutto avrebbe avuto un senso, ma che avevamo perso l’occasione e che ci fosse qualcosa di ridicolo, di riprovevole addirittura, nel modo in cui stavamo pensando e pianificando il futuro.”
Non mancano temi molto cari ad Ishiguro e presenti in altri suoi lavori (uno tra tutti “Klara e il sole”): come sempre l’autore si interroga e approfondisce il tema dei dilemmi etici, del progresso scientifico e delle emozioni umane, esplorate nelle loro versioni più estreme.
“Non lasciarmi” è stato inserito dal Time tra i cento migliori romanzi in lingua inglese pubblicati tra il 1923 e il 2005.
Buona lettura.
“Rimanemmo così, sulla sommità di quel campo, per quello che ci sembrò un tempo infinito, abbracciati senza dire una parola, mentre il vento non smetteva di soffiarci contro e sembrava strapparci i vestiti di dosso: per un istante fu come se ci tenessimo stretti l’uno all’altra, perché quello era l’unico modo per non essere spazzati via nella notte.”

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