Nato a Milano il 25 agosto 1920 e poi residente a Brindisi. Fu arrestato dopo l’8 settembre 1943 e internato a Peschiera e poi a Dachau con il n. 54007. Il cibo era 165 gr. Di pane al giorno e una scodella di crauti cotti semiliquidi. Tentò di scappare, ma dopo un giorno fu catturato poiché non sapeva che il sapone usato nel lager emanava un odore che veniva facilmente percepito dai cani, “così dopo essere stato frustato fui costretto a passare tutta la giornata e tutta la nottata nel piazzale del lager con un cartello al collo “Sono tornato”. Anche io partecipai alla marcia della morte, ma sono sopravvissuto”.
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