Famiglia Guarini

FAMIGLIA GUARINI
I Guarini erano un’antica i nobile famiglia originaria probabilmente della Normandia, detta un tempo “Guaragna” . Si stabilirono a Brindisi da dove, nel XIV secolo, passarono in Lecce e negli altri feudi di loro proprietà. Un ramo passò in Sicilia e un altro a Napoli. Fu, inoltre, decorata del Cavalierato di Malta e fregiata del titolo comitale sul cognome . Possedette i feudi di Cicinizio (sec. XIV), Nicoletta (1463), Mollone, Ortelle (presso Castro), Quattromacine (presso Palmerigi), e La Maura ( detta la parte di Baste tra i feudi di Vaste, Poggiardo e Specchia di Minervino), Gnico, Cosanello, Cerasole, Tamanzano o Tramontone, Specchia mezzana, i casali di Surano, Acquarica del Capo, S. Cesario, Caprarica di Lecce e metà di quello di Castro, poi Castrì-Guarino; Torre S. Susanna, Specchia e Nociglia, Acquarica di Lecce, Lequile, S. Cassiano, Marzianello, Diso, Spongano, Casamassima, Maglie e Vaste, Poggiardo, Patù, Castrignano e Alessano, Ruggiano, Salignano, Tuglie, Gagliano, Vernole, Taurisano, Monteroni, Minervino, Collepasso e la città di Oria .
La famiglia Guarini che possedeva cappelle gentilizie in Lecce, nella Cattedrale e nella chiesa di S. Francesco d’Assisi , si imparentò presto, fra gli altri, con i casati più prestigiosi del meridione d’Italia, quali: i Falconi, i Margiotta, i Paleologo, i Prato, i della Monica, i Lubelli, i d’Ayello, i Castriota, i Granafei, i de Marco, i Palmieri, i Bozzi-Colonna e i Carafa. La famiglia
L’arma araldica dei Guarini era azzurra “alle bande d’oro col labello di 5 pendenti di rosso attraversante” , mentre lo stemma era stato descritto dal Leanza
la forma è policona, concava e convessa. Il fondo è di color bleu, diviso alla metà per mezzo di un piccolo cordoncino. Nella parte destra rappresenta tre stelle color di oro, poi sotto un Giglio ed una testa di Bue a sinistra del Giglio. Due ancore incrociate alte con gli anelli al di sotto .
Lo stemma dei Guarini fu poi, unito con quello dei Romano in occasione del matrimonio del baroncino D. Antonio Romano con la figlia del duca D. Maria Guarini .
Il fondo comprende due fascicoli.

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