Convento di S. Paolo Brindisi

4) Platea dei PP. Conventuali Minori di S. Paolo di Brindisi e Scritture 1672

Il 2 marzo del 1284 il re Carlo I d’Angiò donò ai conventuali francescani l’area in cui era l’antica rocca della città. Qui, grazie anche ai successivi atti di regia munificenza poté, entro il 1322, completarsi la costruzione della chiesa di San Paolo Eremita e l’annesso convento fino alla sua soppressione nel 1809. La data di fondazione era confermata anche dalle lettere scolpite in una delle travi, vicino la Porta Maggiore .
Nel 1813 il convento fu abitato da militari e paesani come gendarmeria reale e casa di detenzione . Dopo la restaurazione e il relativo ripristino dei conventi confiscati, nel 1828 l’arcivescovo di Brindisi Pietro Consiglio, (1826-1839), cedé la struttura dei conventuali alla confraternita dell’Immacolata.

Frati minori era il nome proprio dato da San Francesco al proprio maggiore istituto, il Primo ordine dei Minori, da lui fondato nel 1208-1209 .

Censo su beni mobili (case, denari, masserie) e immobili (vigne, ortali, terre,
terre seminatorie) c. 3
Lasciti, affrancazioni, sdebitamenti, vendite, acquisti c. 16

* Difficilmente leggibile
Le parti inferiori delle pagine sono scomparse
Carte totali: 105 circa
Fol. 21 x 30 cm.

5) Libraccio ovvero come suole da noi comunemente dirle Stallone nuovamente rennovato di tutto l’havere d’entrade ordinarie, di affitti e stabili che possiede il Convento della Santissima Annunciata della Terra di Mesagne dell’ordine dei Predicatori. Dalla sua fondazione fino al presente anno del Giubileo 1675 dopo lunga esperienza e diligenza del Padre Maestro Fra Bonaventura Manerini figlio e servo humilissimo, benché inutile dello stesso convento. Con le sue tavole più che copiose e distinte .

Premura dei primi padri fu di erigere il convento accanto alla chiesa. Il suolo dell’estensione di circa tre stoppelli, fu acquistato dalla proprietà di Rinaldo e Roberto Dello Diago (stipula del notaio Francesco Mazzetta di Mesagne, 18 dicembre 1553) e accresciuto mediante permuta con il monastero di San Benedetto di Brindisi, il priore del quale era il mesagnese P. Antonio de La Galina .
Il convento aveva a pianterreno il chiostro, il parlatorio, la sala del capitolo, il refettorio, la cucina, le cantine, il forno, i magazzini, le rimesse, il frantoio, le stalle; al primo piano il dormitorio, l’ospizio, la biblioteca, l’archivio e le sale di lettura. Il chiostro era a pianta quasi quadrangolare, le chiavi delle volte a crociera presentavano motivi ornamentali, in pietra a bassorilievo, con simboli e figure di santi domenicani, tra i quali il beato Nicola Paglia .
I frati predicatori possedevano cinque masserie, per complessivi 365 tomoli circa di terre principalmente seminatorie e da pascolo; nove vignali per un totale di circa 43 tomoli; sei vigneti per una superficie complessiva di 13 tomoli; ventiquattro uliveti estesi su 105 tomoli; quattordici case e due botteghe .
Il convento fu soppresso il 7 agosto 1807 e dato in custodia a Saverio Carvellera, divenendo sede della compagnia Scelta e Provinciale .

L’ordine mendicante dei frati predicatori venne fondato da San Domenico il quale comprese la necessità di predicare la povertà e il vangelo. Egli notò come gli eretici si servissero delle donne per educare all’eresia le ragazze, così fondò (1207) nel cuore della regione dove l’eresia era più presente, Prouille, in primo centro della “Santa predicazione” con l’aiuto di donne convertite al cattolicesimo. La novità maggiore consisteva nella predicazione, allora monopolio quasi esclusivo dei vescovi, per tutti i suoi religiosi e in virtù della loro professione. Inoltre, per la prima volta veniva data considerevole importanza allo studio per la formazione del frate predicatore .

Non è facilmente leggibile.
La scrittura risulta sbiadita.
Carte totali: 233
Fol. 21 x 29,5 cm.

 

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