I consigli della Psicoterapeuta – #76

I consigli della Psicoterapeuta – #76

25 Nov 2024

a cura di Lucia Destino
Titolo: Dove non mi hai portata
Autore: Maria Grazia Calandrone
Genere: Narrativa
Editore: Einaudi
Anno di Pubblicazione: 2022
Premi e candidature: Vincitore Premio Letterario Mario La Cava 2024
Vincitore Premio Elio Vittorini 2023
Incluso nella cinquina finalista del Premio Strega 2023
Finalista Premio Alassio Centolibri – Un Autore per l’Europa 2023

Nel 1965 una bambina di 8 mesi viene lasciata nel parco di Villa Borghese.
Poco dopo i genitori cercheranno la morte nel Tevere.
Quella bambina è Maria Grazia Calandone che, oggi, torna nei luoghi in cui la madre, Lucia, è nata, cresciuta, da cui è scappata e in cui è approdata, per ricostruirne la storia.
Partendo dalle testimonianze di chi l’ha conosciuta e dagli articoli di cronaca nera dell’epoca indaga la storia di Lucia, una storia fatta di sopraffazione e inquietudine, in un’Italia stanca della guerra che ancora considera le donne come portatrici di doveri e aspettative e mai di diritti.
Siamo nell’Italia del boom economico che riguarda però solo i grandi centri urbani, le campagne rimangono arretrate, misogine, soffocanti.
Maria Grazia Calandrone ci regala una vera e propria inchiesta nata per caso: nel 2021 è ospite di una trasmissione televisiva e parla di sé, raccontando dettagli come il suo ritrovamento a Villa Borghese.
Riceve in poco tempo centinaia di mail di persone che avevano conosciuto Lucia e decide di indagare sulla donna che si era presa cura di lei per otto mesi e che ha cercato di regalarle un futuro migliore.
Lucia è stata una contadina ribelle che ha subito le violenze della società dell’epoca, Maria Grazia la riabilita, portando alla luce le sofferenze di Lucia, la sua storia, la cura con cui si è occupata di lei.
Un racconto che trasuda sofferenza, ma che porta pace.
È come posare una rosa nel luogo dove riposa una persona amata, per rendere omaggio, con amore e rispetto.
“L’amore di Lucia per me, a me in persona sicuramente e semplicemente destinato, sta nel non avermi portata con sé nella morte, sta nel dove non mi hai portata e nel suo avermi riconsegnata alla vita.”
Nonostante i numerosi e inspiegabili refusi trovati (non esistono i correttori di bozze? È un libro Einaudi, mi aspetto il meglio) “Dove non mi hai portata” è un viaggio transgenerazionale di ricerca e introspezione, un racconto familiare, personale e di un intero Paese.
Scritto benissimo e mai morboso, è delicato e intenso.
Un dolce dono a chi non c’è più, ma ha scelto la vita per chi più ha amato.
“Vengo a prenderti, adesso che ho il doppio dei tuo anni e ti guardo, da una vita che forse hai immaginato per me.
Adesso vengo a prenderti e ti porto via.
Lucia, dammi la mano.”

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