I consigli della psicoterapeuta #7

I consigli della psicoterapeuta #7

28 Feb 2023

a cura di Lucia Destino

Titolo: Oliva Denaro
Autrice: Viola Ardone

Genere: Narrativa

Editore: Einaudi

Anno di Pubblicazione: 2021

Martorana, Sicilia 1960.

Oliva è una ragazza di 15 anni.

Le piace correre, studiare, passare del tempo con suo padre a cercare le lumache e, segretamente,
custodisce un quadernetto con le immagini di attori in voga che sogna ad occhi aperti.

“Poco fa mi hai chiesto cosa faccio. Questo faccio io: se tu inciampi, io ti sorreggo.”

Fin da quando è nata, Oliva conosce il suo destino e sa che, una volta diventata adulta, per lei
cambieranno tutte le regole.

Una donna, infatti, è tenuta a sottostare a dettami precisi, immodificabili, indiscutibili.

E così accade: nel momento in cui Oliva diviene donna, la strada che fino a quel momento ha
condiviso con il fratello si biforca inevitabilmente e mentre lui può continuare a fare ciò che
preferisce, lei inizia ad avere meno diritti e molti più divieti.

“La femmina è una brocca: chi la rompe se la piglia, così dice mia madre.

Io ero più felice se nascevo maschio come Cosimino, ma quando mi fecero nessuno si curò del mio
parere. Dentro la pancia noi due stavamo insieme ed eravamo uguali, però poi siamo venuti
diversi: io con la camicina rosa e lui celeste, io con la bambola di pezza e lui con la spada di legno,
io con la vestina a fiori e lui con le braghette a righe.

A nove anni lui aveva imparato a fischiare, con e senza le dita, mentre io sapevo farmi la coda, sia
bassa che alta. Adesso che ne abbiamo quasi quindici, lui è diventato dieci centimetri più alto di me
e può fare molte cose più di me: camminare per il paese con il sole e con il buio, mettere i
pantaloni corti e, nei giorni di festa, anche lunghi, parlare con le femmine e con i maschi di tutte le
età, bere un bicchiere di vino alla domenica con l’acqua dentro, dire parolacce, sputare e, quando
è stagione, correre fino alla spiaggia e farsi il bagno di mare con i calzoncini. Io sono favorevole al
bagno di mare.

Mia madre, tra noi due, preferisce Cosimino perché lui è chiaro di pelle e di capelli, come mio
padre, e invece io sono nera, come il corvo.

Non è una brocca, lui.

Non si rompe.
E se si rompe si rimette insieme.”

E così la vita di Oliva cambia, smette di andare a scuola e desta l’interesse di un ragazzo del paese,
scopre il desiderio e la sua ambiguità: è lusingata, ma anche spaventata dalle attenzioni di Pino
Paternò, che in poco tempo diventano vere e proprie violenze fisiche e psicologiche.

“Nessuna se lo merita: né la castigata né la scollacciata né la timorata di Dio né la comunista. La
colpa è di chi fa, e non di chi subisce.”

In un contesto in cui i ruoli sociali sono scolpiti nella pietra e le regole del gioco sono imposte da
sempre e oramai interiorizzate, Oliva decide di non subire passivamente e di lottare con coraggio
inedito.

Oliva non abbassa la testa, Oliva denuncia.

“Un no, da solo, può cambiare una vita, e tanti no messi insieme possono cambiare il mondo.”

In quegli anni lo stupro era considerato oltraggio alla morale e non reato contro la persona e la legge
quindi prevedeva che l’autore di violenza sessuale potesse sposare la propria vittima per estinguere
la propria condanna.

La storia di Oliva Denaro rimanda esplicitamente alla vicenda di Franca Viola, che si ribellò al
matrimonio riparatore e gettò le basi per archiviare una legge antiquata e promuovere nuovi diritti
civili a favore delle donne.

Una storia che gronda dolore, rabbia e sopraffazione, ma anche riscatto, ribellione ed
emancipazione.

Viola Ardone, con questo libro che tanto ho amato, sottolinea una delle funzioni massime della
letteratura: raccontare storie e tramite queste narrare la società, smuovere curiosità e conoscenza.

Perché è solo tramite la conoscenza che si può pensare di cambiare le cose, in questo caso di
cambiare una cultura che attraverso l’oppressione femminile ha impedito per anni alle donne di
scegliere e, di conseguenza, di essere.

“La politica la facciamo tutti, in un modo o nell’altro. Ogni cosa è politica: le nostre scelte, quello
che siamo o non siamo disposti a fare per noi e per gli altri.”

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