Maiellaro Felice, nato nel 1914, tenente di complemento in servizio a Rodi nel 1943, provvedeva ai comandi radio, telegrafici e foto telegrafici. Il 5 marzo fu deportato in Germania al campo di Custrin e poi a Sanbostel. Dopo lunghissime vessazioni e sofferenze giunse a Brindisi alla liberazione avvenuta il 28 agosto 1945. Durante la prigionia i tedeschi sospettarono (a giusta ragione) che custodisse una radiolina utile a prendere informazioni sui bollettini di guerra, ma non riuscendo a trovarla durante le numerose perquisizioni, decisero di punirlo lo stesso insieme ad altri uomini. Dunque Felice e gli altri passarono una giornata intera e una nottata al gelo, tra la neve, completamente nudi. Unica fonte di calore i loro stessi corpi a contatto e il movimento continuo. Un giovane Ufficiale di Forlì, che realizzò un disegno del Maiellaro che lo ritraeva intento a razionare una pagnotta, raccontando nelle sue memorie la sua esperienza in guerra, disse di lui: “Fu il mio “partner” per l’ultimo anno di prigionia. Era un Ercole, un omone grande e grosso. Forse a me sembrava ancora più grande di quanto lo fosse realmente. Era paziente e buono, ed era forte. Le sue risorse quasi infinite gli permettevano di risparmiare piccole dosi della già minima razione cibo che ci veniva data, in previsione di momenti più difficili. In quei momenti divise con me quanto lui, da solo, aveva racimolato giorno per giorno. Mi ha salvato la vita almeno tre volte”. Una volta un suo compagno di prigionia fu ucciso sparato da un cecchino perché aveva involontariamente sbandierato un cencio che aveva addosso per asciugare il sudore, nel tentativo di aggiustare una pompa che non erogava più l’acqua. Alle proteste che Felice e gli altri prigionieri gli rivolsero, il Comandante tedesco in carica nel Campo rispose che anche se dal punto di vista umano quell’atto poteva sembrare crudele, dal punto di vista militare era la dimostrazione della sua grande professionalità in quanto frenava un movimento potenzialmente sospetto. Il cecchino fu dunque premiato con dei giorni di licenza.
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