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Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni

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Seminario di Brindisi

23) Inventario Raggionato di Beni, jussi e rendite del venerabile arcivescovil seminario di Brindisi, formato in sequela di provido ordine dell’Ill.mo rev. mons. D. Giannangelo de Ciocchis arcivescovo della chiesa arcivescovile di Brindisi 1759

I seminari furono istituiti dal Concilio di Trento nella sessione del 1563 e Brindisi fu una delle prime diocesi dell’Italia meridionale ad averlo. Fu istituito da mons. Falces nel 1608 , il quale, secondo un inedito rogito notarile, nel 1632 aveva assegnato sostanze e beni all’istituzione che aveva sede in vicinio Sancti Nicolai Foggiani et Sancti Demetrii , nelle vicinanze cioè del palazzo dei Mezzacapo . Infatti, la mancanza di un seminario in Brindisi era stata rilevata dal vescovo di Foligno, Tommaso Orfini, visitatore delle chiese del Regno per ordine di Pio V . L’edificio restò “derelitto” fin dopo la morte di Falces, ma fu completato e inaugurato dall’arcivescovo Francesco Ramirez (1689-1697) , anche se questa sede non apparì né “comoda” né “convenevole” al Perlas che, nei primi mesi del 1720, indusse il procuratore del Seminario, il canonico Francesco Morales, a comprare gli immobili che si affacciavano a piazza Duomo . I lavori del nuovo seminario iniziarono nel 1720, come sanciva l’epigrafe latina riferita da Ortensio de Leo e pubblicata dal Guerrieri,
D. O. M. / CLEMEN. PP. XI. AC. CAROLO VI IMPER. / ET III, HISPANIAR. REGE. / AERCHPRAESULATU. ILLMI. ET. RMI. D. D. PAULI. DE / VILANA. PERLAS. / SINDACATU. D. D. NICOLAI. BRANCASI. / OPITULANTIBUS. / CLERO. ET. POPULO. BRUNDUSINO. / DIE. XXVI. MAII. 1720. / PRO. BASE. SEMINARII.
Per la realizzazione dell’edificio il Perlas aveva utilizzato 30.000 ducati del suo capitale personale e aveva destinato all’edificio le pietre e i marmi del tempio di S. Leucio diruto . L’incarico per il disegno e per la costruzione fu affidato all’architetto e scultore Mauro Manieri di Nardò , che aveva eseguito in Lecce la statua di S. Irene nel 1717 e il rifacimento di quella di S. Oronzo nel 1737 . Nella facciata dell’edificio, costruito per la maggior parte in carparo , fu realizzata una marcata trabeazione, costituita da un’architrave, un fregio e una cornice, sulla quale si innalzavano otto statue di santi, scolpite dal Manieri , il quale dovette ricostruire il prospetto crollato durante il terremoto del 1743 con una smaliziata capacità compositiva, in grado di raggiungere un sommesso, ma elegante movimento d’insieme .
Agli inizi dell’Ottocento mons. Annibale De Leo (1799-1814) nelle visite pastorali descriveva il seminario di Brindisi ben organizzato e diretto da un rettore “vigilantissimo”. La curia imponeva regolarmente la tassa innocenziana, anche se le entrate erano molto esigue. Il seminario aveva 60 convittori, 12 dei quali non pagavano nulla, per la regola di fondazione . La disciplina e il servizio liturgico nella cattedrale erano regolarmente rispettati. I ragazzi erano divisi in sei gruppi ed istruiti nelle varie discipline sotto il controllo dei canonici deputati dal capitolo. Mons. De Leo aveva, infine, messo in essere una biblioteca per i seminaristi, arricchendola di 6.000 volumi da lui stesso donati e fissando un regolamento per il suo funzionamento e una rendita annua con il regio assenso .
Con il decreto luogotenenziale del 17 febbraio 1861 anche il seminario di Brindisi fu occupato dai militari e precisamente dal 30° Reggimento di linea: infatti, come ente ecclesiastico era soggetto alla confisca e vendita dei beni. Nel 1863 il comune rivendicò la proprietà dell’edificio chiedendo fosse sede del ginnasio e lasciando all’arcivescovado la disponibilità del secondo piano per l’impianto di una scuola di teologia. La spartizione fu concretizzata nel 1866. Nei locali ancora disponibili l’arcivescovo Luigi Maria Aguilar (1878-1892) riattivò le attività seminariali rimaste vitali sino al secondo dopoguerra. Oggi l’edificio è tornato nella piena disponibilità della diocesi e attualmente ospita le principali funzioni direttive.

Facilmente leggibile.
Buono stato di conservazione.
Carte totali: 382, ma presenta molte pagine bianche
Fol. 27 x 38 cm.

 

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